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XXXII Edizione :: 2013

Premiati

Kunsthistorisches Institut di Firenze Max Planck Institut per l'Arte

Il Kunsthistorisches Institut, sorto oltre un secolo fa a Firenze per iniziativa di alcuni eruditi tedeschi, è uno dei più importanti centri di studio esistenti al mondo sulla Storia dell'Arte con precipuo riferimento all'Italiana.

L’Istituto, oltre a sviluppare progetti di ricerca in tale campo, é principalmente noto per la sua Biblioteca specializzata, in cui si possono consultare oltre ad un'ampia testimonianza sull'Arte Europea e Mondiale, quasi tutte le pubblicazioni effettuate in ogni tempo e luogo su quella Italiana dalle origini ai giorni nostri. Si va dalla Pittura alla Scultura, all'Architettura, al Disegno ed alle cosiddette “Arti Minori”, con tutti i temi collaterali, come Letteratura, Storia, Iconografia, Musica e quanto può contribuire ad una ricerca esauriente. Vi é anche annessa una vastissima e preziosissima fototeca, costantemente alimentata fin dalla fondazione dell'Istituto con materiale rarissimo in quanto ormai antico, con campagne fotografiche, lasciti e donazioni. Argomento prevalente é sempre la Storia dell'Arte Italiana di tutti i tempi. Questa insostituibile raccolta fotografica, é fonte ineguagliabile di studi ed a volte unica testimone di opere non più esistenti.

Esemplare é la funzionalità dell’Istituto che, affidandosi alla civiltà dei suoi frequentatori naturalmente selezionati, provenienti da tutto il mondo, non pone alcun ostacolo o complicazione burocratica all’immediata autonoma consultazione dei “desiderata”. Tale patrimonio (libri, cataloghi, fotografie) é in corso di digitalizzazione, con evidenti vantaggi per tutti gli studiosi.

Oggi, il Kunsthistorisches Institut, il “Germanico”, come riduttivamente e familiarmente é soprannominato nel mondo degli specialisti, conferma la sua funzione fondamentale per chi abbia necessità di consultare testi o fotografie inerenti l’Arte Italiana: si può affermare che nessun lavoro su tale argomento é pubblicato senza il preventivo approccio con i fondi esistenti in questa Biblioteca, alla ricerca di nuovi spunti.

Quel gruppo di studiosi tedeschi che oltre 100 anni fa scelse Firenze per iniziare uno straordinario viaggio nel mondo dell’Arte a salvaguardia e diffusione di valori culturali particolarmente importanti, condivideva con Colombo il coraggio, la determinazione, la curiosità della “scoperta”, contribuendo così a diffondere il vanto e la gloria dell'Italia e di Firenze nel mondo.

Ing. Eugenio Alphandery Per l’Impresa

La storia che lega Eugenio Alphandery , ingegnere meccanico, alla Officino Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella inizia molti anni fa, in modo quasi casuale.

L’Ing. Alphandery era stato chiamato dai suoi vicini, la Famiglia Stefani a quel tempo proprietari dell’Officina, a riparare e ammodernare un macchinario che produceva pastiglie, allora uno dei prodotti punto di forza dell’azienda. L’Ingegner Alphandery rimise in sesto la macchina e dal quel momento non lasciò più l’officina appassionandosi alla realizzazione di nuovi macchinari e impianti per modernizzare la produzione. Nel 1989 ne diventò direttore e socio azionista. Attualmente è diventato il proprietario e la famiglia Stefani conserva una partecipazione simbolica nell’azienda.

L’Officina Profumo- Farmaceutica di Santa Maria Novella ha festeggiato da poco i 400 anni di vita. E’ nata nel 1612 quando i Frati Domenicani del Convento di Santa Maria Novella decisero di aprire al pubblico la spezieria del Convento attiva dal tredicesimo secolo.

Per soprintendere all’attività dell’Officina fu chiamato un noto speziale laico fiorentino affiancato da un Frate Domenicano. L’officina fu molto apprezzata dai Medici e, anche grazie a questo importante riconoscimento, i suoi prodotti iniziarono a “viaggiare”, portati in Francia da Caterina de’ Medici, arrivando fino alla Cina. Furono creati nuovi prodotti come l’Alkermes, liquore rosso ottenuto dalla cocciniglia (al-qirmiz, cocciniglia) molto amato dai componenti della famiglia Medici tanto che in Francia era noto come “liquore dei Medici”. L’Officina dei Frati Domenicani si sviluppò nei secoli, sopravvisse alle soppressioni napoleoniche ma non a quelle del 1866 quando lo stato Italiano confiscò i beni ecclesiastici.

Qui comincia la storia moderna dell’Officina.

L’Officina fu data in affidamento provvisorio a un Domenicano a cui, nel 1871, subentrò il nipote Cesare Augusto Stefani che divenne affittuario del Comune di Firenze. In quella data cominciò la gestione privata dell’Officina, che iniziò a sviluppare numerosi prodotti.

Oggi l’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella, guidata da Eugenio Alphandery offre un catalogo vastissimo di prodotti, più di 600. Le specialità vanno dalle antiche preparazioni come l’acqua di rose, alle pastiglie di ogni genere, ai liquori, alle creme, profumi, talco, acqua di colonia, prodotti per bambini, a tisane, miele (tanti tipi diversi), cioccolate. L’azienda, che impiega a Firenze 90 dipendenti, oltre alla storica sede di Via della Scala ha circa 40 negozi mono-marca ed altri 160 che vendono i suoi prodotti in 20 nazioni sparse in ogni continente.

La sua Officina è sempre più conosciuta e apprezzata a livello mondiale. Per molti viaggiatori e turisti di ogni nazionalità è una tappa obbligata in Via della Scala per l’acquisto dei prodotti dell’Officina durante la visita della nostra città, come ogni fiorentino può constatare entrando nella storica sede sempre gremita di una clientela internazionale.

Il livello di eccellenza raggiunto dalla impresa Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella e, in particolare, il contributo dato da Eugenio Alphandery nel tenere alto il nome della nostra Città al di là degli oceani non solo come centro mondiale dell’Arte e della Cultura o come uno dei centri del Made in Italy ma anche come centro di Aziende che sanno creare il bello e raffinato sempre nel solco della tradizione, merita il riconoscimento del Premio Columbus 2013.

La Fondazione Romualdo Del Bianco – Life Beyond Tourism Per la Cultura

La sera del 3 Novembre 1998 a Firenze, presso la sala “Martino V” dell’antico ospedale di S. Maria Nuova fu istituita la Fondazione “Romualdo Del Bianco”, pensata e promossa dall’Arch. Paolo Del Bianco e dai suoi famigliari per ricordare nel tempo la persona, l’attività ed il carattere tutto proteso ai contatti interpersonali, del Cavaliere del Lavoro Romualdo Del Bianco. Lo scopo della Fondazione era quello di promuovere e diffondere i Valori che avevano sempre al loro centro l’Uomo spontaneo, concreto, con il suo lavoro, la famiglia, l’entusiasmo della vita. I primi germi della Fondazione erano stati seminati negli anni precedenti (a partire dal 1991) con azioni di supporto della cultura rivolte verso la città di Firenze e verso due Paesi in particolare, la Polonia e la Georgia. La Fondazione “Romualdo Del Bianco” che recentemente ha cambiato il suo nome in Fondazione “Romualdo Del Bianco – Life beyond tourism”, fino dall’inizio della sua azione ha individuato nella Cultura lo strumento di aggregazione fra i popoli allo scopo di sviluppare relazioni di Amicizia e di Pace fra giovani e studiosi già affermati provenienti da Paesi diversi. La città di Firenze, scelta come sede, diventa Motore di sviluppo di incontri internazionali grazie allo straordinario numero di ricchezze artistiche e culturali di cui essa abbonda. Ma, diversamente dall’antico Navigatore genovese che aveva rivolto il suo viaggio verso Ovest, lo sguardo della Fondazione fu rivolto inizialmente verso l’Est del mondo, verso le aree dell’EurAsia ,che proprio in quegli anni, con la caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) si stavano aprendo al vecchio Mondo occidentale. Questo mondo dell’Est, ricco di antiche e nobili culture, che erano rimaste isolate per oltre 50 anni, anelava di riprendere contatti diretti con il mondo occidentale. Si trattò quindi di un incontro forte di due soggetti: la Fondazione (il novello e curioso navigatore occidentale) da una parte e gli scienziati, i ricercatori, le istituzioni pubbliche, i giovani studenti di questi paesi (il nuovo mondo) dall’altra. Le aree culturali abbracciate dalla Fondazione in questi 20 anni sono state molteplici: l’arte e la storia dell’arte, la letteratura, la musica, l’architettura, la medicina, il sociale, le problematiche della conservazione dei beni culturali tangibili e intangibili. Essa così si offre quasi come una Università Internazionale cui liberamente e gratuitamente tanti studiosi e giovani possono convenire e incontrarsi promuovendo così l’amicizia, la comprensione e la Pace universale. Ecco, attraverso lo strumento della straordinaria città di Firenze, riconosciuta e amata capitale della Cultura e dell’arte, grazie alla promozione della Fondazione “Romualdo Del Bianco – Life beyond tourism”, accade ogni volta il miracoloso avvenimento di superare le barriere della lingua, religione, razza, cultura diversa: stimolando la curiosità colombiana degli uomini e giovani che vengono coinvolti, inizia in ciascuno di loro un eccezionale viaggio interiore che li farà diventare veri e propri “ambasciatori di cultura e di pace” nel mondo.

I numeri della azione della Fondazione dall’inizio a oggi sono formidabili e qui se ne riassumono soltanto i più significativi.

Nel conferire il Premio Columbus 2013 per la Cultura alla Fondazione “Romualdo Del Bianco – Life Beyond Tourism”, guidata dal Presidente Paolo Del Bianco, il Rotary International intende sottolineare il miracolo di un nuovo e moderno viaggio colombiano rivolto alla conoscenza e al confronto degli uomini per costruire Amicizia e Pace, attraverso lo strumento della cultura, a lustro dell’Italia e di Firenze nel Mondo.